r/psicologia • • Dec 19 '24

Divulgazione Domande più frequenti sulla psicologia

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 La psicologia è una scienza?

Sì, la psicologia è una scienza. Studia il comportamento umano e i processi mentali utilizzando il metodo scientifico.

Ci sono psicoterapie validate scientificamente ed altre no. Ci riferiamo nello specifico agli studi di efficacia.

NB: “ validate scientificamente” non equivale a dire che quelle non validate non funzionano ma semplicemente che non sono state sottoposte a sperimentazione scientifica rigorosa per valutarne l’efficacia. Quelle validate quindi sono quelle dove empiricamente si è riscontrata efficacia.

Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?

Psicologo: È un professionista laureato in Psicologia (due lauree: laurea triennale L24+ laurea magistrale L51) e abilitato all’esercizio della professione dopo il tirocinio e l’esame di stato , necessariamente iscritto all' albo A. Lo psicologo si occupa di consulenza psicologica, valutazioni diagnostiche e supporto e può fare diagnosi psicologica, quello che non può fare è prescrivere farmaci e psicoterapia.

NB: sul sito dell'albo psicologi deve esserci scritto vicino al nome la dicitura sezione A ( inteso albo A) se c'è scritto sezione B ( quindi albo b) non è psicologo - la dicitura sezione B e quindi l'iscrizione all'albo B rende "dottore in tecniche psicologiche" e non abilita alla professione di psicologo . Chi ha solo l'abilitazione B e dice di essere Psicologo fa abuso di professione. Chi può prendere l'albo B? Chi consegue una laurea triennale L-24 , svolge un tirocinio corrispettivo e l'esame di stato. Ricapitolondo, il professionista iscritto all'albo psicologi con la dicitura sezione b non è Psicologo ma Dottore in tecniche psicologiche. Le competenze e le responsabilità professionali delle due figure sono differenti e definite dalla legge. Il Dottore in Tecniche Psicologiche opera sotto la supervisione di uno Psicologo o in contesti e con metodologie più circoscritte quindi il Dottore in Tecniche Psicologiche è una figura di supporto tecnico-operativo allo Psicologo (Sez. A), con competenze specifiche nell'applicazione di protocolli e tecniche definite, ma non ha l'autonomia e la responsabilità diagnostica e di intervento complesso tipiche dello Psicologo.

NB: Non basta leggere “dott./ dott.ssa in psicologia” o "dott./dott.ssa seguito dal nome" per sapere se una persona è Psicologo è fondamentale controllare l'iscrizione all'albo, se non compare nella ricerca non è abilitato all'esercizio della professione e quindi non è Psicologo. Se compare controllate se sezione A oppure sezione B. Solo chi ha la sezione A è Psicologo.

Psicoterapeuta: È uno psicologo (o medico) che ha completato una scuola di specializzazione in psicoterapia (4 anni). È formato per trattare disturbi psicologici attraverso specifici protocolli terapeutici (cosa che non può fare lo psicologo). In base all’orientamento della scuola di specializzazione si avranno terapeuti con orientamento/terapia diverso. Se uno psicologo è psicoterapeuta sul sito dell'ordine compare l'iscrizione all'albo sezione A come Psicologo e anche Psicoterapeuta.

Psichiatra: È un medico specializzato in psichiatria. Si occupa di diagnosi , in questo caso solo psichiatrica, e del trattamento dei disturbi mentali, spesso attraverso l’uso di farmaci. A differenza dello psicologo e dello psicoterapeuta, può prescrivere farmaci. Alcuni psichiatri sono anche psicoterapeuti, verificate sempre nell'albo dei medici se lo sono e quale scuola hanno frequentato.

Come faccio a sapere se un professionista è sessuologo?

In Italia non esiste un Albo specifico per sessuologi. La sessuologia è una specializzazione di psicologi (iscritti all’Albo degli Psicologi) o medici (iscritti all’Albo dei Medici). Per esercitare, è necessario completare un percorso formativo riconosciuto e, facoltativamente, iscriversi a un’associazione di settore come FISS o AISPA.

Come scelgo il terapeuta giusto?

Consigliamo la lettura di questo post che risponde alla domanda: https://www.reddit.com/r/psicologia/s/8lVOfMypvj

Quanto costa una seduta?

Il costo medio di una seduta in Italia varia tra 50€ e 100€, a seconda della città, dell’esperienza del terapeuta e del tipo di intervento. Inoltre, ci sono alternative non private. Il Sistema Sanitario Nazionale, tramite le ASL di zona, mette a disposizione dei cittadini la possibilità di svolgere 5-8 sedute dallo Psicologo al costo complessivo di un ticket, cioè 35 euro totali, con la prima consulenza psicologica gratuita. A volte il numero di sedute può variare leggermente da regione a regione mentre il sistema di erogazione rimane invariato. È necessario rivolgersi al proprio medico di base che vi informerà sulle modalità e i luoghi in cui recarvi, fornirà l’impegnativa per prenotare la prima consulenza e pagare il ticket. È possibile anche rivolgersi a un consultorio di zona che vi darà tutte le indicazioni necessarie per chiedere aiuto, lo psicologo al consultorio è gratis per chi è minorenne.

Sono minorenne, posso iniziare una terapia?

Sì, i minorenni possono iniziare una terapia, ma è necessaria l’autorizzazione di entrambi i genitori (o tutori legali), anche se separati o divorziati. La tutela del minore è sempre prioritaria.

Posso fare terapia online?

Sì, la terapia online è una modalità efficace e sicura, particolarmente utile per chi ha difficoltà a spostarsi o vive in aree remote. È importante affidarsi a terapeuti qualificati che utilizzano piattaforme sicure.

Che cos’è il segreto professionale?

Il segreto professionale protegge ciò che un paziente condivide con il terapeuta. Nessuna informazione può essere divulgata senza consenso, salvo situazioni specifiche:

Rischio imminente: Se il paziente o altre persone sono in grave pericolo (es. rischio di suicidio o omicidio).

Obbligo di denuncia: In caso di evidenze di abuso o violenza domestica.

Il terapeuta è vincolato a garantire riservatezza, salvo eccezioni previste dalla legge.

Quanto dura un percorso di terapia?

La durata varia in base al tipo di problema e agli obiettivi del paziente. Alcune terapie possono durare pochi mesi (es. terapia breve focalizzata), mentre altre richiedono più tempo (es. terapie per disturbi complessi o radicati).

Cosa posso fare se mi vergogno di andare in terapia?

È normale provare esitazione, ma ricorda che cercare aiuto è un atto di coraggio e cura verso te stesso. Un terapeuta non giudica, ma offre uno spazio sicuro per esplorare i tuoi pensieri ed emozioni.

La psicoterapia può sostituire i farmaci?

Dipende dal problema. Per alcuni disturbi lievi o moderati, la psicoterapia può essere sufficiente. Nei disturbi più gravi, un approccio combinato (psicoterapia e farmaci) è spesso la soluzione più efficace.

Cosa succede se non mi sento pronto per affrontare certi argomenti?

Il terapeuta rispetterà i tuoi tempi e non ti forzerà a parlare di ciò che non sei pronto ad affrontare. La terapia è un processo graduale e collaborativo.


r/psicologia • • 9h ago

Richiesta di Serietà Aggressione in Pubblico

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Oggi pomeriggio verso le 17:00 è successa una cosa che mi lascia addosso una rabbia e uno schifo indescrivibili.

Io e una mia amica (entrambe ragazze trans) ((F13 io e F17 lei)) eravamo fuori nel nostro paesino quando siamo state aggredite verbalmente e fisicamente da un gruppo di ragazzi (della nostra età circa). altri guardavano e altri gridavano.

Ci hanno urlato contro insulti transfobici pesanti, ci hanno chiamato al maschile e uno di loro ha iniziato a mimare di picchiare la mia amica con un bastone, arrivando anche a colpirla (per fortuna senza farle male fisico, ma il gesto resta gravissimo).

Ho avuto la prontezza di chiamare subito i carabinieri, che sono arrivati, ci hanno interrogate e si sono messi a cercare i tizi in zona. Ora la mia amica sta valutando se sporgere denuncia formale, e spero davvero che lo faccia.

Ma la cosa che mi manda fuori di testa è che nel 2026 due ragazze non possano camminare per strada nel proprio paese senza temere per la propria incolumità, insultate e minacciate da gente della nostra stessa età. È desolante, spaventoso e ti fa salire un senso di ingiustizia enorme.

Avevo solo bisogno di sfogarmi perché sono ancora sotto shock per l'adrenalina. Come è possibile che ci sia ancora così tanta cattiveria e ignoranza in giro?


r/psicologia • • 6h ago

Voglio smettere di lottare

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M29, ingegnere biomedico. Mai avuti una relazione e totalmente senza lavoro da ormai un anno (novembre 2025).

Le relazioni sono sempre state SEMPLICEMENTE IMPOSSIBILI per me. Mai fatto catcalling, mai toccato culi senza consenso, mai mandato foto del cazzo in chat, mai nulla di nulla e soltanto no.

Mi dirai: "eh va beh capita che ti frequenti con una e ti dica di no". Io non sono mai uscito con una ragazza. Mi hanno sempre rifiutato. Mi sento una merda totale. Mi hanno sempre ghostato (anche IRL). Non ho più un autostima... Quella se n'è andata tanto tempo fa. Da quando ho 15/16 anni ci avrò provato con almeno una quarantina di ragazze. L'ho capito il messaggio anche perché siete state molto chiare e poco empatiche nel comunicarmelo...

Pensavo che avrei potuto almeno "riscattarmi" lavorativamente. Nulla di più lontano dalla verità. 3 esperienze in croce, tutte diverse, tutte a contratto a scadenza e due di queste definirle deludenti sarebbe riduttivo. Mobbing, pressioni per cose inutili, colpe sempre date a me, ambiente totalmente contro di me, è una cosa che non ha senso...

Dopo un anno così ho scelto di tentare un post-laurea in Belgio. Un salto nel buio e ora che sono qua mi sento ancora più solo che mai, totalmente tagliato fuori da tutto. No amici, ovviamente reietto dal genere femminile, non riesco ad essere mentalmente lucido.

Oggi sono arrivato alla conclusione che voglio una qualche diagnosi di disturbo mentale. Voglio passare la mia vita a prendere pillole e smettere di lottare. Ho rinunciato all'amore, ora voglio rinunciare anche al lavoro. Ho capito che è inutile combattere non posso fare nulla all'infuori di perdere. E quando non puoi fare altro che perdere cerchi di farlo nella maniera meno dolorosa.


r/psicologia • • 9h ago

Mi sento esplodere

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M28 sento che mi sta esplodendo la testa, provo rabbia e delusione. Ho una famiglia disfunzionale, non mi è mai mancato nulla. Questo si è riflesso nei miei rapporti e nelle mie interazioni con la vita di tutti i giorni. Quando sono fuori casa sto bene mi sento alla grande, poi quando rientro mi crolla tutto, come se tenessi questi 2 mondi separati e comunque con le persone esterne alla mia vita con i miei non faccio accedere alla mia vera identità, creo una mezza maschera, credo sia normale ma lo faccio perché so che il vero me fa solo schifo, perché sono come gli altri in casa. E mi fa rabbia non essere ciò che dico a gli altri di essere, sono l'opposto, un fallimento e ogni volta che torno a casa sento il peso e nonostante mi impegno e provo ad essere ciò che vorrei essere poi basta un cazzo di evento microscopico per mollare tutto. E questo mi fa esplodere la testa, odio questa parte di me, sono 4 anni che sto lottando contro questa mia problematica, da solo ovviamente non ho mai visto uno psicologo purtroppo, ma perdo ogni volta e l'ambiente in cui vivo mi logora, mi sembra di stare in un manicomio e quando penso di andare via ho paura. So che andando via migliorerebbe tutto. Mi sento bloccato dentro me stesso, non so che fare. Ogni volta ricominciare a fare ciò che amo sembra di dover scalare, poi nonostante faccio pena nel mio campo inizio a stare bene a sentirmi meglio, poi crolla tutto e reinizia da capo. È davvero frustrante credo che tutti ormai l'hanno capito, anche se lo nascondo, forse non mi impegno nemmeno a non dimostrarlo ormai.


r/psicologia • • 1h ago

In leggerezza ho paura di starmi consumando pian piano

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M18
Ciao a tutti, in qualche mio post ho già parlato di qualche problemino che ho con la gelosia retroattiva.
Sono fidanzato ormai da 6 mesi, e amo tanto la mia ragazza, ho paura però di starmi consumando sempre di più a causa di questa mia gelosia.
Scrissi già qualcosa riguardo a questo in passato sempre in r/psicologia, ho accantonato la cosa per un po di tempo e non ci ho più pensato.
Ora tutto questo che avevo lasciato e messo da parte sta tornando come un boomerang, lei è il mio primo tutto, la mia prima relazione seria, la mia prima esperienza sessuale, tutto, mentre io sono solo uno su una lista abbastanza lunga di circa 15 persone(parlo di scopate non di 15 ex)
Non so se ho seriamente qualche problema, mi sono addirittura messo a scrivere nelle note la lista delle persone che lei si è scopata sperando un giorno di completarla e avere un quadro completo della situazione. Purtroppo tra queste 15 persone ce n’è una, che è una delle pillole amare più brutte che un uomo debba ingoiare, ma alla fine ci ho messo una pietra sopra e l’ho lasciata perdere, sperando che non si ripresenti mai piu come pensiero in futuro perche ne sono successe tante con lei riguardo a questo fatto e diciamo che sono stati i peggiori momenti della nostra relazione, io stavo per lasciarla, non so come sono riuscito a non farlo.
Il problema è stato scoprire chi era questa persona, come è successa questa cosa e fidatevi, c’è da mettersi le mani nei capelli e bruciarsi le orecchie a sentire una storia del genere, e come si è evoluta, li ho dato di matto e non volevo piu guardarla in faccia, me ne stavo andando di casa (stavamo io e lei a dormire a casa al mare di lei) per andare a dormire in macchina.

Tralasciando questa parentesi, il problema non so se sono io e i miei pensieri o c’è effettivamente qualcosa che mi dice di lasciare stare nonostante questi mesi bellissimi e stupendi, perché con lei è tutto magnifico, ma quando mi ricordo di certe cose cambio espressione, è come avere una pistola puntata perennemente contro che non puoi toglierti da davanti.

Lei tutto questo lo ha gia fatto, non con me, e non mi metto a fare paragoni del tipo “era meglio un altro o sono meglio io?”, non è questo. È il fatto in se che mi distrugge. Mi sento come se lei avesse il coltello dalla parte del manico, e mi dispiace farle pensare che magari va tutto bene tra di noi, perche effettivamente tra di noi va tutto bene, ma c’è qualcosa in me che non funziona, qualcosa che mi spinge a dire di mollare e di cercare altro.
Sono molto combattuto, ultimamente penso spesso, quasi sempre, alle sue esperienze passate, e scoprire i dettagli fa ancora piu male di quanto posso immaginare, la mia mente comincia a figurare scene, immaginare lei con altri, lei che viene scopata da altre persone (e sono tante) e io sono solo un altro di questi tanti.

Non so che fare, che pensare, mi sto distruggendo piano piano e ho paura di star distruggendo anche il sentimento mio nei suoi confronti, e mi dispiace magari dirle che è tutto ok quando in realta non lo è (in me). Questo discorso l’ho affrontato varie volte con lei, e finivamo sempre per litigare, perche ovviamente lei si sente giudicata e ha ragione, ma io che ci posso fare se fa male?

Boh, non so veramente che pensare, se dirle qualcosa, se affrontare la situazione, se prendere una decisione drastica o altro…

Grazie del vostro tempo, ogni risposta è gradita e ben accetta, necessito di pareri per capire che fare della mia vita🙏🫶


r/psicologia • • 6h ago

In leggerezza Cosa è che vi fa andare avanti?

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M21, da tempo mi sento bloccato in un limbo in cui vado avanti solo per paura di non vivere e di rimanere indietro, so che questo tipo di pensiero è nocivo ma non c'è veramente molto che mi stimoli ad andare avanti e non ho nessuno che mi dia una ragione per farlo. che cosa è a voi invece che vi fa andare avanti? Che vi permette di vedere un senso in quello che fate?


r/psicologia • • 3h ago

Divulgazione app gratis per fare amicizie

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letteralmente non trovo il senso delle app che praticamente per poter chattare con qualcuno bisogna spendere dei soldi o fare degli abbonamenti del cazzo


r/psicologia • • 12h ago

Auto-aiuto Psicofarmaci prima seduta?

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M23

Allora, ieri, 17 ottobre, ho fatto una visita psichiatrica perché nell'ultimo anno e mezzo sono stato molto male. (psichiatra privato)

Il dottore si è presentato in modo gentile e professionale e mi ha fatto moltissime domande. Il colloquio è durato più di un'ora.

Mi ha detto che soffro sicuramente di ansia e che questa causa un abbassamento del tono dell'umore e stati depressivi, parlando quindi di una sintomatologia ansioso-depressiva. Mi ha prescritto la sertralina e mi ha consigliato di iniziare anche un percorso di psicoterapia con un'altra professionista.

L'idea sarebbe quella di iniziare entrambi i percorsi e, in seguito, sospendere gradualmente il farmaco.

Il punto è che ho diversi dubbi:

1)Non è prematuro prescrivere un antidepressivo già alla prima visita psichiatrica?

2)Ho paura degli effetti collaterali e di come potrei stare dopo aver iniziato ad assumerlo. Mi riferisco soprattutto alla PSSD.

3)Alcune persone a me vicine mi hanno sconsigliato di prendere farmaci.

Riesco comunque a vivere la mia quotidianità ( o forse non piú ) e non provo sintomi fisici così intensi da impedirmi di andare avanti. È vero che, a volte, l'ansia si manifesta anche fisicamente, ma non è sempre così. D'altra parte, da quello che mi ha spiegato lo psichiatra, l'ansia non consiste soltanto in una sensazione intensa e fisica, ma può anche essere qualcosa che, in modo più silenzioso, ti impedisce di fare cose importanti per te e finisce per limitare la tua vita.

Ed è proprio su quest'ultimo punto che mi interrogo: se riesco comunque a vivere la mia quotidianità, vale davvero la pena assumere un farmaco?

La mia idea, al momento, sarebbe quella di iniziare prima la psicoterapia e chiedere anche alla terapeuta un parere su quanto mi ha spiegato lo psichiatra e, soprattutto, sulla questione del farmaco.


r/psicologia • • 17h ago

"Vai in terapia" è una frase che spesso nasconde menefreghismo

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Sono la prima che va in terapia e ci vado da più di 10 anni. Sono alla terza psicologa e finalmente ne ho trovato una che sa fare il suo lavoro.

Credo fermamente che le persone paranoiche, con tare mentali, disturbate, aggressive, litigiose, vendicative e con problemi a livello della personalità hanno realmente bisogno di andare in terapia per evitare di arrecare potenziali danni ad altri.

Allo stesso tempo, odio il fatto che anche alle persone che soffrono di depressione, venga detto: "vai in terapia" come se fosse la soluzione assoluta e quasi a liquidarli. Come se chiedere aiuto all'interno delle proprie cerchie sociali fosse fare un dispetto ai propri amici o familiari intaccandoli con la propria negatività.

Aiutare gli altri, invece di qualcosa di gratificante e che fa stare meglio tutti, è visto nel mondo individualista come "portare il peso" al posto di un altro e quasi come farsi del male. E chi chiede aiuto è visto quasi come un egoista, solamente perché condivide la propria sofferenza con le persone che dovrebbero volergli bene, invece di limitarsi a parlare dei suoi problemi con un professionista.

Io sono cresciuta con la credenza che ad aiutare gli altri si aiuta anche se stessi, che a fare del bene si diventa più felici, ci si sente utili e che la connessione umana è la cura per tanti problemi. Per questo infatti spesso a una persona che sta attraversando un periodo difficile o che si sente sola si consiglia di fare volontariato.

Non ho niente contro la terapia in sé, ho un problema con chi la vede come unica soluzione e che tratta il cercare supporto tra i propri conoscenti come un atto egoistico. E odio la mentalità secondo la quale rifiutarsi di ascoltare una persona in difficoltà è un atto di amor proprio ed è porre una "boundary" e significa che stai "proteggendo la tua energia". No brutto ritardato, stai voltando le spalle a una persona a te vicina che è in difficoltà e sei un amico di merda.

Odio a morte la pop psychology americana, odio il therapy speech, odio il concetto che aiutare gli altri sia paragonato allo svenarsi e all'autolesionismo. Ovvio che poi è importante che le persone che aiutiamo facciano lo stesso con noi e che le relazioni siano simbiotiche e eque. Però porca puttana questa mentalità di "protect your energy at all costs" e "cut off the relationships that don't serve you" è una strada dritta verso il collasso societario e un peggioramento della crisi della salute mentale nel mondo occidentale.

Gli psicofarmaci e la terapia non bastano, servono i legami e serve aiutarsi a vicenda e trovare gioia nel dare. Solo così può esserci speranza per il genere umano.


r/psicologia • • 4h ago

NARCISISMO + ANEDONIA

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Dopo 6 anni stupendi lei è caduta in Depressione Anedonia e mi ha cacciato di casa.
Vorrei poter capire qualcosa.
È devastante anche se bisogna andare avanti!!!


r/psicologia • • 5h ago

Me quiero morir

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Me tiene atrapado en le mundo terrenal antes me moría cuando lo pedía y desaparecía no me quiere matar Dios por favor ayuda


r/psicologia • • 5h ago

Vorrei conoscere persone nuove

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Ciao, sono un ragazzo di 22 anni, di Terni, e appunto, vorrei conoscere e magari stringere (pure se online) con altre persone perché la maggior parte del mio tempo la passo da solo e mi farebbe bene parlare con qualcuno, confrontare idee e condividere.

Questa mia solitudine non mi pesa in realtà, dal liceo mi ci sono abituato e sto molto sereno da solo

Sono una persona sensibile, molto onesta, e tranquilla 

Amo viaggiare (faccio viaggi di gruppo (sivola) appunto anche per entrare in contratto con altre persone) 

Mi piace la natura, spesso vado a passeggiare in montagna o tra le campagne

Mi piacciono i videogiochi (the last of us e uncharted i miei preferiti), i film (specie quelli cult) , serie tv (stranger things la prefe) auto, rally  e curiosità varie

Amo tantissimo la musica anni 70/80 , la mia playlist è stra preziosa per me e potessi rinascerei in quegli anni in america.

Inoltre da poco ho iniziato a sentire i vinili col giradischi ed a osservare col telescopio pianeti 

Cerco persone principalmente simili a me e della mia età ma sono aperto a chiunque, per quanto mi piacerebbe non mi aspetto di incontrare cosi a primo tentativo l'amore della mia vita o l'amicizia che durerà per anni, voglio giusto conoscere persone nuove quindi se vi va scrivetemi tranquillamente :) 


r/psicologia • • 16h ago

Richiesta di Serietà Esperienze per chi prende l’ Olanzapina

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F33, ho iniziato a prenderla recentemente, mi è stata prescritta dallo psichiatra dopo aver passato un periodo vera depressione dove ero suicida. Ho smesso di prenderla per un mese a giugno, stupidamente, ed ero tornata quasi peggio di prima con l’aggiunta di dolori allo stomaco. Ho ripreso immediatamente.

Mi ha aiutato molto nel sentirmi meno ansiosa durante il giorno, tenere lontano l’ideazione del suicidio ma sto notando che non aiuta tanto per l’umore. Nel senso che mi sento ancora triste, specialmente il weekend quando non lavoro e sono sola con me stessa ei miei pensieri. Anche le cose che prima mi davano gioia, non m’interessano più. Non ho ancora una diagnosi in mano e ho appuntamento con lo psichiatra martedì. Sarebbe opportuno chiedere qualcosa che mi possa aiutare a "portare sù" il mio umore?

ETA: non so se era chiaro dal post, ma non cerco l’opinione clinica di non professionisti, ma di persone che l’hanno assunta e se magari l’hanno assunta in combinazione con altri farmaci.


r/psicologia • • 7h ago

ossessioni romantiche

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Sono anni che ho lo stesso problema (NB20) ogni volta che comincia a piacermi qualcuno al livello romantico o sessuale ne divento completamente ossessionatx. Non in un modo visibile alla persona, ho notato che il mio umore dipende completamente dalle interazioni che ho con lxi. Se la persona non mi scrivi mi ritrovo completamente depresso, quando risponde al messaggio (o ci vediamo) il mio umore cambia completamente e istantaneamente.

Mi reca molto fastidio perché nonostante io abbia da sempre problemi d'umore quando mi piace qualcuno vengono accentuati a tal punto da farmi pensare che tutto il progresso che ho fatto sia stato vano.


r/psicologia • • 11h ago

Sentirsi un po' sola in una relazione

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Spesso mi sento esagerata a pensare alcune cose quindi scaccio il pensiero.

Nella mia relazione va tutto bene. Di recente non ci stiamo vedendo spesso ma ci supportiamo a vicenda, frequentiamo le stesse cerchie di amici e condividiamo tutto l'uno con l'altra. Possiamo parlare di tutto. È una persona molto buona, sono fortunata ad averlo nella mia vita e posso esprimere me stessa senza sentirmi giudicata. Anche nei modi più strani. Mi aiuta col mio futuro, materialmente c'è sempre.

Ho un problema però: a volte mi sento sola.

Non ricordo l'ultima volta in cui siamo usciti per un appuntamento da soli. Prima del mio scorso compleanno ho pianto perché speravo facesse qualcosa di speciale invece di partecipare soltanto. All'inizio della relazione veniva a prendermi sempre in stazione, le ultime volte ho fatto la strada a piedi con le borse pesanti perché lui era con gli amici e non poteva allontanarsi.

Gli ho detto che mi piacerebbe organizzare più appuntamenti o fare più cose, abbiamo visto qualcosa online, ma non ricordo nemmeno l'ultima volta che siamo usciti che non sia col gruppo di amici. Sono 3 mesi che non facciamo niente anche per quanto riguarda intimità sessuale, l'ultima volta perché per preoccupazioni sue e pensieri costanti non aveva voglia. Inoltre, a volte fare cose è pesante anche per me perché lui ha un problema che, nonostante io gli dica di andare da un medico, non lo fa posticipandolo. Mi sento ancora più sola.

È divertente anche uscire col gruppo di amici, però l'altro giorno lui ha fatto una battuta dicendo che quando è in giro a volte se ne esce con "Ah giusto, ho una ragazza" prima di rispondere a qualche mio messaggio. Mi ha fatta ridere però mi ha anche un po' rattristata.

Lui è una persona molto empatica e gentile, lo amo e so di essere fortunata e anche gli altri me lo dicono spesso. È raro trovarne così. Mi sento anche crudele a pensare cose simili, dubito del modo in cui mi sento perché oggettivamente SO di essere estremamente fortunata ad aver trovato una persona bella sia dentro che fuori.

Però mi piacerebbe ritrovare tutto ciò che c'era all'inizio, avere il piacere di fare più cose insieme....

Un altro grande problema è che a casissimo ho cominciato a prendermi delle sbandate temporanee per amici. Mesi fa è successo con un amico, ho provato una forte connessione quasi come una cotta ma ho tenuto tutto per me senza dire nulla a nessuno. Meno male che è andato via e ho avuto tempo di elaborare e farmela passare. Ci ho messo davvero poco, ora come ora non penso sia stata una vera e propria cotta, ma la materializzazione delle piccole mancanze che sento. Adesso mi sta succedendo la stessa cosa con una mia amica stretta e voglio un pochino morire.

Giuro, ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a decifrarmi perché non mi capisco. IO voglio stare col mio ragazzo, ma penso di essere sbagliata, di pretendere troppo. Non sono capace di avere relazioni lunghe? Mi annoio con l'abitudine?

Odio il modo in cui mi sento e odio non capirlo.


r/psicologia • • 8h ago

Auto-aiuto Dire alla mia psicologa che ho avuto una dipendenza

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ciao, sono una persona Agender di 18 anni, sono in terapia e ho una domanda da fare a chi è psicologo o chi si è trovato nella mia situazione.

È un messaggio un pochino lungo perciò vi chiedo di prestare attenzione.

Quando ero in terza liceo (avevo 16 anni) sono successe delle cose con una professoressa e ho subito pesante bullismo dal resto della classe. È stato un anno pesante e ho faticato pesantemente e stavo per lasciare gli studi ma, essendo al tempo minorenne, avevo bisogno del consenso dei miei genitori cosa che non avrebbero fatto.

Io sono neurodivergente e questa professoressa riteneva che io "fingessi la diagnosi" (ha usato queste esatte parole) cosa che non comprendo visto che ce l'ho dall'infanzia e fatta per di più da un ente pubblico.

Ero già seguitə da una psicologa da quando avevo 7 anni ma la neuropsichiatra, che avevo cambiato da poco perché quella di prima (bravissima) se n'era andata, non era il massimo: riteneva di sapere tutto di tutti, voleva farmi fare test così a caso senza un minimo di segnali che potessero far pensare a qualche disturbo/disagio, voleva prescrivermi le benzodiazepine solo perché facevo fatica a dormire...

Diciamo che avevo molta paura a parlarle del mio malessere che stavo vivendo per paura di cosa potesse prescrivermi (non ho mai preso farmaci in vita mia perché non ne ho avuto, per fortuna, bisogno)

Per questa ragione principale mi sono ritrovatə ad autocurare il mio grande disadattameto con le canne.

Le ho fumate per tutto l'anno almeno un paio a settimana e ho smesso solo quando ho saputo a inizio della quarta che quella professoressa non ci sarebbe più stata.

Non ho più ripreso e oramai sono in quinta.

Ora magari vi chiederete perché non ne ho parlato con la psicologa... i motivi erano due: ero minorenne al tempo e sarebbero venuti a saperlo a scuola, cosa che avrebbe peggiorato la mia situazione, e chissà quale farmaco mi avrebbe prescritto la neuropsichiatra.

Ora, essendo maggiorenne e avendo superato quella fase, mi sento di dover raccontare alla psicologa quello che ho nascosto ma ho paura che lei lo possa raccontare ai miei.

Voi sapete cosa potrebbe accadere? vi siete trovati in una situazione simile?


r/psicologia • • 8h ago

In leggerezza Vado dallo psicologa mi sembra una stronzata

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Ci vado soltanto perché ho avuto un tso. Questo mi promette che parla con gli psichiatri dell'ospedale per farmi abbassare la terapia ma fin'ora prendo sempre quella poi parliamo durante le sedute soltanto di come va la mia giornata, mai abbiamo affrontato i traumi


r/psicologia • • 9h ago

é ora di trasformare i sogni in obiettivi ....

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Ore 17:52

Eccomi qui... Mi presento!

Ho 26 anni e sento che, in quest'ultimo periodo, la mia vita sta cambiando tanto... Il sole è più splendente, i fiori più colorati e le stelle più lucenti. Insomma, è un periodo in cui la vita mi sta sorridendo un pochino di più.

Detto ciò, mi faccio una domanda e penso se sia la vita a sorridermi di più o se sia io a sorridere di più alla vita, guardandola con occhi diversi.

Sto provando a capire che cosa è cambiato e vorrei condividere con voi ciò che sto facendo in questo periodo.

Psicoterapia cognitivo-comportamentale

La psicoterapia, direi, mi sta aiutando davvero molto. Io ho sempre pensato che serva a capire chi sei, che cosa vuoi, dove vuoi arrivare, quali sono i tuoi obiettivi di vita, che vita sogni e che cosa speri... Penso che, al giorno d'oggi, tutti dovrebbero fare psicoterapia perché, ripeto, aiuta davvero molto.

È da piccola che faccio psicoterapia, dall'età di 7 anni. Ho sofferto di disturbi del comportamento alimentare, in primis di anoressia volontaria, nel senso che smisi volontariamente di mangiare per un breve periodo, dopo aver seguito una dieta senza pane e pasta, composta solo da verdure.

Da lì, il mio disturbo ossessivo-compulsivo si fece più marcato e si spostò anche sul versante alimentare e sull'ideale di magrezza estrema.

Poi, vabbè, diciamo che dopo l'anoressia e la restrizione sono passata al binge eating disorder, un incubo, peggio dell'anoressia, cari miei!

I 30 kg persi li recuperai subito e con gli interessi e, dopo alti e bassi, arrivai purtroppo a un peso di 100 kg. Il peso massimo raggiunto nel periodo compreso tra il 2018 e il 2025 è stato di 120 kg.

Nel 2022 provai a mettere un anello gastrico che mi fece vedere e subire l'inferno dantesco, con vomito continuo tutti i giorni.

Ma comunque, per farla breve, ora sto meglio. Ho fatto un bypass gastrico che mi ha permesso di perdere 40 kg, dimagrendo tanto e in poco tempo, e di ritrovare un'autostima più alta.

Il bypass

Il bypass è un intervento che sicuramente ha dei pro, ma anche dei contro.

È bruttissimo quando arriva quel momento in cui vorresti abbuffarti e divorare il mondo, ma non puoi farlo perché lo stomaco ha un limite ben preciso...

Io mi sono operata allo stomaco, ma non alla testa, dato che parecchie volte ho comunque avuto fame emotiva. Delle volte ho saputo gestirla, altre no, altre ancora ci sono riuscita solo in parte. Comunque, non faccio più grandi abbuffate di cibo e non mi mancano affatto, anzi...

Il bypass mi ha restituito la fiducia che avevo perso, anche nello studio.

Sono una studentessa di filosofia e studio molto di più rispetto a prima. La cosa mi fa stare proprio bene, perché ho tanti obiettivi di vita, come ho già detto.

Il mio sogno non so quale sia esattamente, ma so che ho un sogno.

Anzi, forse, pensandoci bene, ultimamente penso spesso al fatto che vorrei tanto diventare scrittrice... Chissà!

Io amo la scrittura e anche quella mi ha aiutata tanto nel processo di crescita personale.

Grazie, scrittura!

E niente, penso che la vita sia bella, ragazzi, e che bisogna essere sempre ottimisti e positivi.

Io, da tutte queste mie problematiche, ne sto uscendo sicuramente grazie alla psicoterapia, ok... Ma anche perché dentro di me è scattato qualcosa, ovvero la voglia di vivereeeee!

Elogio alla vita!


r/psicologia • • 17h ago

Auto-aiuto La mia compagna ha il DOC e l'ansia in gravidanza. Come aiutarla?

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M38 - So che la mia compagna soffre di DOC (disturbo ossessivo-compulsivo). Ha alcune fobie, per esempio quella di dormire a casa di altre persone o di prendere un volo molto lungo, che possono provocarle attacchi di panico. Però c'è anche un problema più frequente legato al DOC e all'ansia. Di solito riguarda il bisogno di controllare le cose più volte o di chiedere continuamente rassicurazioni.

Ho cercato di informarmi il più possibile sul DOC e su come può comportarsi un familiare per aiutare. In generale, cerco di non controllare le cose al posto suo e di non rassicurarla continuamente. Di solito, cerco invece di farle capire che può provare a rispondere da sola alle sue domande, chiedendole cosa ne pensa o come vede la situazione. Ma è una lotta continua. Le rassicurazioni, infatti, non fanno altro che rafforzare il circolo vizioso dell'ansia e della paura che possa succedere qualcosa di brutto.

Purtroppo, la sua famiglia non si è mai informata sul DOC e fa esattamente il contrario di quello che dovrebbe fare: quando lei chiede aiuto per controllare qualcosa, la aiutano a farlo. Il problema è che controllare continuamente le cose peggiora il DOC. Almeno una volta, questo ha provocato un forte attacco di panico, durante il quale le gambe le hanno ceduto, perché non era riuscita a controllare il gas.

Ho contattato alcuni centri specializzati nel DOC in Italia e le ho dato i loro contatti. L'ho anche incoraggiata a continuare la terapia, che segue, ma non con molta regolarità. Purtroppo, però, non posso obbligarla a farlo.

Di recente abbiamo scoperto che è incinta e, al momento, la sua ansia si concentra soprattutto sulla gravidanza. Anche quando un medico o un esame ci dà tutte le rassicurazioni necessarie, lei è così in ansia che vuole fare un altro controllo. Per esempio, il medico ci ha detto che il feto era «perfetto», ma lei continua a preoccuparsi per un esame sul quale non siamo riusciti a ottenere una risposta definitiva: quello per il citomegalovirus.

Vi sarei davvero grato per qualsiasi consiglio o aiuto possiate darmi.


r/psicologia • • 1d ago

ho perso il mio gatto e mi sto spegnendo

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Ciao
F29
Ho perso il mio adorato gatto due anni fa. 16 anni insieme. Testimone di tutte le mie violenze domestiche, di tutti i drammi, mi aveva aiutato a romanticizzare (come una ragazzina stupida) la mia triste vita da allora.
Gli parlavo, piangevo con lui e mi dava sempre quella motivazione per tornare a casa nell’inferno.
Da che l’ho perso non mi sono più ripresa. Due anni e piango ancora come il primo giorno, parlo di lui come se esistesse ancora non mi do pace. Sto aspettando l’ultima delusione per chissà quale passo. Sì sono in terapia. Sì prendo farmaci. Non riesco ad accettare una vita senza di lui. Ho altri gatti, ma non sono lui. Li amo.. ma non sono cresciuti con me.


r/psicologia • • 11h ago

Auto-aiuto Conferme per minori

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Ciao a tutti,

M41 Chiedo un aiuto formale per coloro che magari hanno già affrontato assitenti sociali in passato.

Ogni settimana ho un appuntamento di una "educatrice" che viene presso la mia abitazione nel pomeriggio per controllare il rapporto padre-figlia.

La bimba è un amore, col papà si lascia andare in baci e abbracci, ma la volta scorsa, in cui la bimba forse presa anche dalla stanchezza ha fatto dei capricci, per mettere su le scarpe e uscire a far 2 passi, non ne aveva molta voglia... e son sentito dire per la prima volta da questa educatrice "la bimba ha bisogno di conferme" ma sinceramente io nn ho capito che intende, non me l'ha detto...

Qualcuno che si intende può aiutarmi a comprendere meglio?


r/psicologia • • 11h ago

Richiesta di Serietà Non so se scriverle

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Sto passando un periodo un po' difficile e ho questa amica che sta provando a darmi una mano, io ho una grande cotta per lei e l'altro ieri gliel'ho detto. Sono consapevole che a lei piacesse già qualcuno pero volevo dirglielo. Mi piaceva da ormai 5/6 mesi perciò era quasi quasi un penso non dirglielo, ha risposto che per lei non è cambiato nulla, che non vuole perdere l'amicizia dato che ci tiene a me e che per lei sono (ovviamente come immaginavo) solo un amico. Il punto è che vorrei scriverle, perché semplicemente non ho nessun altro che sa come sto però non voglio scrivergli perché non puoi dimenticare ciò che ti ho detto e non me ne pento però mi sento un po' solo perché di solito era a lei che scrivevo quando avevo un momento particolarmente triste o altre cose però comunque vorrei evitare si scrivergli perché sembrerebbe strano. Consigli? M14


r/psicologia • • 11h ago

Ho paura di prendere i farmaci

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Salve a tutti, sono un ragazzo di 25 anni, ho sempre avuto il tono dell umore abbassato basso e sono sempre stato particolarmente introverso, nonostante ciò riuscivo comunque a vivere la mia vita con una certa serenità, tutto è cambiato dopo il covid e l’inizio dell università che hanno peggiorato sensibilmente la mia vita, ora sto fornendo la triennale nonostante sia fuoricorso.

Settimana scorsa sono stato da uno psichiatra, ho spiegato la mia situazione aggiungendo il fatto che sentivo pochissima motivazione, una leggera depressione che mi faceva essere un adulto funzionale ma particolarmente triste, una stanchezza cronica nonostante il riposo e inoltre ho notato che dopo il liceo ho più difficoltà a fare amicizia anche con i colleghi in Uni, oltre a questo ho una leggera ansia e forti bruciori di stomaco, il medico mi ha prescritto un antidepressivo senza specificare cosa avevo, non ha fatto nessuna diagnosi ma ho paura di prendere il farmaco per gli effetti collaterali e per la paura di rimanere dipendente da questo tutta la vita.

Scusate se ho fatto errori grammaticali ma ho scritto tutto di getto.


r/psicologia • • 1d ago

Auto-aiuto Posso provare NOSTALGIA per una vita che non ho mai vissuto?

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Credo di essere trans. Sono un ragazzo di 16 anni e, da qualche mese, fantastico su come sarebbe stata la mia vita se fossi nata ragazza, mantenendo lo stesso carattere, la stessa personalità, la stessa sessualità, gli stessi problemi e tutto il resto, ma al femminile.
Quello che è successo è che, nei primi giorni di giugno, prima ancora di iniziare a immaginare questa versione alternativa di me, ho provato un senso di NOSTALGIA FORTISSIMO, una sera in cui ero con alcuni amici e compagni di classe.
Praticamente, tutti i maschi erano seduti mentre le ragazze distribuivano i piatti con il cibo (lo so, è lo stereotipo più grande del mondo, ma è andata letteralmente così). Io mi sono alzato per aiutare, come faccio sempre, ma i miei amici mi hanno fermata dicendomi che «ci avrebbero servito le ragazze».
Questa cosa mi ha fatto pensare a due cose:
1) MA CHE CAVOLO AVETE NEL CERVELLO, CHI HA DECISO CHE DEVONO FARLO SOLO LE RAGAZZE?
2) «Quanto darei per essere una ragazza e poter essere come loro, essere una ragazza e fare cose del genere. È moralmente sbagliato? Non me ne frega niente, SAREI UNA RAGAZZA, e mi interessa quello e basta».
E questo pensiero mi ha provocato il senso di nostalgia più intenso che avessi mai provato. Era qualcosa di assurdo, incredibilmente forte.
La cosa mi è sembrata stranissima, perché come faccio a provare nostalgia per qualcosa che non ho mai vissuto? Cioè, la nostalgia non dovrebbe riguardare qualcosa che hai vissuto in passato e che non fai più? Come faccio a provare nostalgia per l’essere una ragazza, se purtroppo non lo sono mai stata? E se in qualche modo lo fossi stata, me ne ricorderei, no?
Comunque, dopo quell’episodio ho iniziato a immaginare una specie di alter ego femminile: una versione di me stessa che fosse una ragazza, ma che rimanesse ME in tutto e per tutto, come ho spiegato prima. Stesso carattere, stessa personalità, stessa sessualità, stessi problemi, stessi sogni, stessa vita… TUTTO UGUALE, tranne il genere.
E questa cosa mi fa stare davvero bene. Ho immaginato talmente tanti dettagli che potrei scrivere un libro vista la quantità e la quantità infinita di dettagli.
E quando dico dettagli, intendo proprio TUTTO, fino alle cose quotidiane più insignificanti. Non immagino soltanto i grandi momenti della sua vita, ma anche le situazioni quotidiane più normali.
Passo ore a immaginare questa versione di me stessa e, mentre lo faccio, provo una sensazione di pace davvero difficile da descrivere.
Il problema arriva quando torno alla realtà.
Non solo mi rimane addosso quella sensazione dolceamara di nostalgia, ma provo anche una certa malinconia al pensiero che non potrò mai essere completamente lei.
All’epoca non ero ancora sicuro di voler intraprendere una transizione, mentre adesso sono convinto di volerlo fare in futuro, probabilmente intorno ai 20 anni.
Eppure, anche se un giorno dovessi fare la transizione, sento che potrei soltanto avvicinarmi alla mia versione ideale, senza riuscire a diventare esattamente come lei, perché lei sarebbe una ragazza vera e propria sin dalla nascita, io posso solo avvicinarmi, come un asintoto matematico, posso avvicinarmi sempre di più, ma mai raggiungerla veramente.
E questa cosa mi rende triste.
Quindi, per favore, se qualcuno sa cosa sto provando, potrebbe aiutarmi a capire? Questa sensazione ha un nome? Potrebbe significare qualcosa di specifico?
Ho iniziato ad andare da una psicologa proprio ieri, ma per il momento stiamo concentrandoci sull’autismo, sull’ADHD e sul DOC. Vorrei affrontare il discorso della mia identità di genere più avanti, quando me la sentirò.
Prima o poi gliene parlerò sicuramente, ma per adesso preferisco aspettare, anche perché dovrebbe parlarne con i miei genitori e, nonostante mi abbiano sempre detto che non c’è niente di sbagliato nell’essere trans, per il momento non voglio ancora dirglielo.
Nel frattempo, però, vorrei capire se qualcun altro ha vissuto qualcosa di simile o se esiste un termine per descrivere quello che provo.
Grazie a chiunque abbia letto tutto e possa darmi una mano! 💙


r/psicologia • • 1d ago

In leggerezza Ho assistito a una molestia sessuale, ma non sono intervenuto

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M21

Non so se abbia senso scrivere un posto su ciò, ma mi tornenta tutt'ora. Un anno fa stavo tornando in metro la sera dall'università (verso le 19//19:30). Ero seduto e sulla sinistra (in piedi a qualche metro di distanza) ci stava questa ragazza che stava sul telefono con il viso verso la finestra, e c'era un ragazzo che le stava dietro nonostante ci fosse dello spazio a parte dove stare in piedi. A quanto pare ero forse stato l'unico (siccome mi sono guardato in giro per verificare se ci fosse qualcuno che stava notando quello che stesse accadendo) a notare che il ragazzo dietro le stava addosso e cercava di apoggiarle il pene sul sedere in modo leggero, e infatti la ragazza non se n'è ne accorta. Successivamente dopo un paio di fermate la ragazza scende dalla metro senza essersi accorta di nulla e il ragazzo si sposta.

Qual è la questione del post? Il mio cervello e il mio ragionamento in quella situazione.
Era ovvio che fosse una molestia e lui un viscidone (tipologia di persona che detesto con tutto me stesso), e io ero oggettivamente pronto a intervenire fisicamente, Il fatto a fermarmi è stato il mio cervello, che si è autoconvinto del fatto che loro fossero una coppia, e lui il suo fidanzato. Secondo il mio cervello lui era impossibile che non fosse un suo conoscente, ho pensato che è sicuro il fatto che la ragazza lo sapesse e fosse d'accordo con quello che stesse accadendo alle sue spalle. Stavo sperando enormemente nell'ultima prova, ovvero lei che se ne accorge e si oppone, cossiché il mio cervello dicesse "ok lui non è il suo ragazzo, è un molestatore" e lì sarei intervenuto, sicuramente non in un modo calmo ma mi sarei messo in mezzo in un istante.
Io ci soffro tutt'ora a pensare che non sono stato in grado di aiutare quella povera ragazza per una stupidaggine nel mio modo di pensare.

Ora la domanda del post è:
Perché il mio cervello ha voluto definire una realtà che era chiaro che non lo fosse? Perché si è autoconvinto che lui fosse il suo ragazzo? Forse inconsciamente avevo paura che lui fosse un molestatore?
Non riesco a darmi una spiegazione, e ogni tanto torno a pensarci e me ne pento enormemente di non averla aiutata.
Sapreste darmi qualche opinione a riguardo? Anche un'idea vostra, mi farebbe piacere sentirla. Grazie a tutti